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Bielorussia

La tragedia di Cernobyl
Effetti sulla salute
Situazione attuale
Studi prof. Bandazhevsky






1986 - 2016: TRENT’ANNI DALL’ESPLOSIONE NUCLEARE DI CERNOBYL

LA SITUAZIONE SANITARIA NELLE ZONE CONTAMINATE


NELLA RELAZIONE DEL PROFESSOR YURI BANDAZHEVSKY


Yury BandazhevskyIl professor Yuri Bandazhevsky, rettore dell’Università di Medicina di Gomel (Bielorussia) compie ricerche scientifiche dopo l’esplosione di Cernobyl del 1986 e denuncia le conseguenze sulla popolazione. Per questo viene condannato da un tribunale militare a 8 anni di lavori forzati. Amnesty International ne riconosce lo stato di “prigioniero di coscienza” e, in seguito ad un vasto movimento di opinione internazionale a suo sostegno, ottiene nel 2001 un passaporto dalla Comunità Europea e viene liberato nel 2005, dopo 6 anni di prigionia. Vive ora in esilio a Kiev, dove continua le sue ricerche. E’ considerato uno dei massimi esperti internazionali sulla incorporazione di radionuclidi. Per le sue ricerche in campo anatomo-patologico riceve il premio Albert Swaitzer per la medicina, la comunità scientifica gli attribuisce la scoperta della patologia denominata “miocardiopatia da Cesio 137”. Le sue attuali ricerche riguardano le conseguenze genetiche del fallout radioattivo sulla seconda generazione dei “bambini di Cernobyl”.

Appunti dalla relazione tenuta dal professor Bandazhevsky durante l’incontro “Cernobyl AC/DC”
tenutosi Sabato 12 Marzo 2016 a Nichelino (To)
 
I dati forniti sono il risultato di studi scientifici approfonditi, portati avanti con i contributi della Commissione Europea per la Salute e riguardano il sistema genetico della popolazione delle zone contaminate, in particolare della seconda generazione dei “figli di Cernobyl”.

Sono stati studiati più di 3000 bambini ed è risultato che il cuore è l’organo che soffre maggiormente:
•    Il 34,4% dei soggetti fra i 6 e i 17 anni presenta alterazioni della pressione arteriosa (maggiormente interessato il gruppo dei maschi fra i 12 e 17 anni)
•    L’84% presenta problemi di aritmie (bradicardia o tachicardia)
•    La fascia fra i 14 e i 17 anni maschi presenta la maggiore incidenza di morti improvvise dovute a problemi ventricolari
•    Il 44% dei bambini ha alterazioni tiroidee

Da questi dati è partita l’intuizione di indagare i valori nei bambini di omocisteina , aminoacido che causa malattie cardiache, vascolari (microtrombi), malattie oncologiche , neurologiche, cerebrali, ossee. E’ risultato che il 79% dei bambini ha un livello di omocisteina alto o molto alto; il metabolismo dell’omocisteina è regolato da 4 geni e il 66% dei soggetti indagati ha modificazioni genetiche. L’irradiazione e gli altri fattori ambientali (acqua, aria, catena alimentare contaminate) agiscono negativamente provocando mutazioni genetiche.

L’estate scorsa nei boschi delle zone contaminate si sono verificati numerosi incendi, con sollevamento di fumi e polveri dal legname radioattivo: bambini che erano già stati controllati in precedenza sono stati nuovamente sottoposti ad esami ematici e nel 75% dei casi il valore dell’omocisteina si era significativamente innalzato.

Gli agenti contaminanti sono attualmente il Cesio 137, lo Stronzio 90, l’Americio e il Plutonio. Gli effetti della radioattività entrano nella catena alimentare e quindi nell’organismo umano. Il riscaldamento delle case fatto con legname radioattivo aumenta il problema, la cenere usata come concime per gli orti e i campi rimette in circolo i radionuclidi. Le zone interessate dal fallout radioattivo sono spesso anche economicamente depresse e l’alimentazione è di conseguenza costituita da prodotti locali (latte, patate, funghi, bacche, ortaggi, animali domestici ecc.), contaminati.


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